Esterno del Santuario

Prospetto principale


Presenta un disegno molto lineare. Dentro una cornice di pietra bianca di Siracusa, spicca il colore «rosso Catania» della facciata, dovuta ai bellissimi restauri curati dalla Sovrintendenza ai Monumenti per la Sicilia orientale nell’anno 2007. Il prospetto si conclude con un timpano racchiuso da due spioventi, che si raccordano a due altri elementi lineari. Anticamente, è stato accertato, da un lato e dall’altro del prospetto esistevano degli archi, i cui fornici, sino all’assetto attuale dei luoghi negli anni ‘60, ancora potevano ammirarsi. Ne sono rimaste tracce nei due ambienti interni a destra e a sinistra dell’ingresso, dove le alte volte a crociera sono delimitate da archi ciechi. La facciata è preceduta da una magnifica scalinata in pietra che si conclude con un grande sagrato.


Portale d’ingresso

Risale al periodo barocco. Di semplicissimo disegno, in pietra bianca di Siracusa, ai lati presenta due piedritti decorati da due lesene scanalate, innestate su basi con volute barocche; al culmine, elementi architettonici a mo’ di ghirlande di fiori, che si uniscono nella trabeazione a semplici motivi decorativi. Al centro, una testa di angelo. Sopra la trabeazione, priva di timpano, ma con lo sguincio molto pronunciato, sta una finestra, anch’essa barocca, con accenni di volute. All’interno di questa finestra, una vetrata nasconde un meccanismo installato dalla Ditta Gulisano in anni recenti. Alle ore 20 di ogni giorno, una piccola statua della Madonna, riproducente le fattezze di quella che si venera nel Santuario, esce dalla nicchia e un sistema elettronico diffonde la preghiera dell’Ave Maria e una canzone costruita su una melodia molto orecchiabile.
Sul lato destro della porta alcune incisioni (tra le quali alcuni hanno creduto di poter ravvisare una data: 1778) e tre sigle: TS – TR – S (probabilmente indicanti gli autori dell’opera).


Portone d’ingresso


Nel 1982, a sostituzione della vecchia porta di legno usurata dalla salsedine del mare, è stata inaugurata un portone di bronzo, opera dello scultore Domenico Girbino. È composta da quattro parti e raffigura scene mariane ambientate al luogo marinaio.





Portale d’ingresso laterale (in via Porto Ulisse)


Coevo a quello centrale, ma ancora più semplice, presenta al centro dei due piedritti un motivo floreale appena accennato, ripreso poi al centro dell’architrave, dove in un ovale si intravedono due foglie d’acanto intrecciate a formare come una croce, sovrastante una testa d’angelo. Attualmente, il portale è inserito nella parete di un salone moderno.