I servi di Dio Marcello e Anna Maria Inguscio

UNA COPPIA DI SPOSI A SERVIZIO DEL VANGELO

assimilati a Cristo nell’amore indiviso alla famiglia e ai poveri

Alcuni cenni biografici

ANNA MARIA RITTER

Nasce a Catania il 23 agosto 1934, da agiata famiglia valdese di origine svizzera.

Nel 1951, consegue il diploma di terza media presso la «Scuola svizzera» di Catania. Si trasferisce a Basilea per continuare gli studi presso l’Istituto Magistrale di Berna.

Riceve, nell’anno 1953, il sacramento della Conferma-zione in uso nella Chiesa valdese.

Comincia un periodo di crisi religiosa, alimentata anche dall’insegnamento ricevuto alla scuola magistrale da parte di un pastore valdese

Nel 1957 conosce l’Abbè Pierre a Parigi e si rafforza in lei la naturale inclinazione a servire i poveri e gli ammalati. Ritornata a Berna frequenta il gruppo che segue l’opera dell’Abbè Pierre.

Partecipa ad un corso di infermiera professionale, per dedicarsi agli ammalati con più competenza.

Consegue nel 1958 il diploma magistrale e insegna in una scuola per ragazze in difficoltà.

Nel 1959 a Catania prosegue gli studi di musica, già intrapresi in Svizzera e consegue il diploma in pianoforte. Contem-poraneamente insegna tedesco presso la «Scuola svizzera» a Catania.

Nel 1965, conosce e si fidanza con Marcello Inguscio, professore di solfeggio al Conser-vatorio di Messina, dove Anna-maria sostiene l’esame all’ ottavo anno di pianoforte. Insieme con Marcello si dedica a visitare gli ammalati e gli anziani da lui seguiti e curati a domicilio.

La crisi di fede si fa più forte e Annamaria chiede a P. Giovanni Giorgianni, S.J., di essere seguita nel suo cammino di scoperta delle verità della Chiesa cattolica. Dopo una visione soprannaturale, che lei stessa racconta nel suo Diario, si converte. Riceve il battesimo nella fede cristiana il giorno 25 marzo del 1968 presso la Cappella dell’Istituto delle Piccole Suore dell’Assunzione, a Catania.

Si sposa con Marcello Inguscio il giorno 6 agosto nel Santuario «Maria SS. di Loreto» ad Acireale. Tra il 1969 e il 1970, dà alla luce le due figlie, Maria, e Lucia.

A settembre del 1976 entra col marito a far parte della Famiglia Ecclesiale di vita consacrata «Missione Chiesa-Mondo». Apre la sua casa alla prima comunità ecclesiale di base  (CEB) del quartiere.

Nel corso dell’anno 1980, comincia a manifestare i primi segni di un tumore.

Nel 1984 si inaugura la Casa-Famiglia per handicappati «Puebla» con sede in via De Logu 19. Annamaria si dedica con tutte le sue forze al servizio di volontariato in questa struttura.

Il 10 giugno nella cappella dell’Istituto «Missione Chiesa-Mondo» in via Imbert 15 emette insieme al marito le promesse di povertà, castità coniugale, obbedienza e apostolato nello stesso Istituto. Diventa con Marcello responsabile del ramo delle coppie di laici inserite nell’Istituto.

Al mattino del 3 gennaio 1986, muore a Catania nella sua casa di Via de Logu 27/b.

MARCELLO INGUSCIO

Nasce a Lecce, terzogenito di sei figli, il 26 giugno 1934.

Il giorno 5 agosto riceve il battesimo presso la parrocchia «S. Francesco di Paola» nella sua città natale. Viene cresimato il 24 giugno 1943.

Dopo un’intensa carriera in campo musicale, che lo vede impegnato a Lecce, dove consegue il diploma in contrabbasso presso il Liceo Musicale «T. Schipa», e a Napoli per un corso di perfezionamento, al Conservatorio «S. Pietro a Maiella» insegna dal 1959 nel liceo Musicale «A. Corelli» di Messina, dove, come già detto, conosce Annamaria.

Dopo una grave malattia ai reni che lo costringe alla degenza presso l’Ospedale di quella città, ritorna a Catania e comincia ad avvicinarsi al mondo dei poveri e degli ammalati, affiancando l’operato delle Piccole Suore dell’Assunzione e delle Figlie della Carità di S. Vincenzo de’ Paoli .

Nel 1972 entra a far parte dei ruoli stabili dell’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania con la qualifica di primo e di alto primo contrabbasso.

Nell’anno 1978 viene nominato vicedirettore del Liceo Musicale «V. Bellini» di Catania.

Apostolo impegnato a tempo pieno con la moglie nelle attività pastorali e caritative attraverso le comunità ecclesiali di base e, accanto a Mons. Antonio Fallico e alla Sig.na Dina La Mendola, promotore della «Missione Chiesa-Mondo», nella quale si consacra con la moglie.

Il 2 gennaio 1996, alle ore 9,30, si spegne per un infarto avvertito durante la prestazione di servizio in favore di alcuni ammalati, dopo una vita intensamente consumata per la famiglia, la professione, le CEB e i poveri.

Testimoni dell’amore: dalla «famiglia» naturale alla «Casa–Famiglia» per portatori di handicap

«Marcello e Anna Maria sono stati due veri apostoli dei nostri tempi: e pertanto come ogni vero apostolo del Signore Gesù non hanno potuto fare a meno di fare di Dio il respiro, il perché e il traguardo della loro vita. Essi hanno vissuto con Cristo nel cuore e di conseguenza hanno servito i fratelli col cuore stesso di Cristo. È questo il risultato di chi riesce a fare dell’Euca-ristia il proprio indispensabile cibo quotidiano.» (dalla Prefazione di Mons. A. Fallico al libro «Marcello e Anna-maria, una coppia di sposi al servizio del Vangelo»). La comunione è stata il pane che hanno spezzato insieme ai fratelli della «Famiglia ecclesiale di vita consacrata Missione Chiesa– Mondo»: realtà che hanno contribuito a creare, divenendo responsabili del ramo delle coppie di Volontari, e che hanno contribuito a far crescere attraverso l’animazione a tempo pieno del progetto pastorale «Parrocchia comunione di comunità», alla luce della ecclesiologia conciliare del Vaticano II.

In un mondo tristemente segnato dalle difficoltà di rapporti tra genitori e figli, Marcello e Annamaria hanno saputo formare della loro famiglia una pista di atterraggio e una base di lancio di autentica libertà: quella che nasce dalla comunione di intenti, da un amorevole rapporto genitori-figli improntato al rispetto reciproco, alla fiducia, e ad un’educazione che mira a trarre a galla le qualità e i sentimenti più belli dell’altro affidato alle proprie cure. Tra questi sentimenti, certamente, è sempre emerso nei membri di questa famiglia  l’amore ai poveri, i quali erano sempre sicuri di avere tra le mura stesse di casa Inguscio un luogo dove poter trovare accoglienza. In questa casa infatti di solito era sempre presente – di giorno e di notte – un malato o un povero co-me ospite fisso, anzi come membro di famiglia. Ed erano personalmente loro – Annamaria e Marcello – ad accudirli senza mai trascurare la cura, l’affetto, l’educazione delle loro figlie.

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