In venti secoli di cristianesimo, sono ancora pochissime (appena cinque-sei) le coppie di sposi vissuti e morti in fama di santità e riconosciuti ufficialmente come tali dal popolo di Dio, proprio per avere intessuto di opere e di virtù eroiche l’intera loro esistenza terrena.


La coppia Inguscio è stata annoverata tra queste, con il processo di Beatificazione, tutt’ora in corso.

Auspichiamo che questi due SERVI DI DIO possano divenire modello di vita autenticamente evangelica per tutti gli sposi, i fidanzati e le famiglie del nostro tempo.

Con approvazione della Sede Apostolica, venerdì 9 novembre 2001, alle ore 18, nella Cattedrale di Catania è stato aperto il Processo di beatificazione nel quale sono stati riconosciuti Servi di Dio Marcello Inguscio e Anna Maria Ritter una coppia di sposi della «Missione Chiesa-Mondo», che - come molti sanno - da veri cristiani innamorati di Dio, hanno speso la loro vita in favore dei poveri, degli anziani abbandonati, degli ammalati e dei portatori di handicap…
Si tratta di un significativo evento di grazia che fa onore alla Chiesa di Dio che è in Catania: una coppia di sposi che il Signore pone sul nostro cammino come apostoli del «vangelo» e modelli di «spiritualità familiare», in un momento in cui occorre riconoscere e ridare alla famiglia il suo indispensabile primato sociale e il suo necessario ruolo educativo.

Oggi tutti noi abbiamo sempre più bisogno di modelli esemplari di vita, che, non in fuga dal mondo, ma in mezzo ad esso, nella quotidianità, siano indici luminosi puntati verso il cielo dei veri valori.
Si possono certamente annoverare tra queste luci anche i coniugi Marcello Inguscio e Annamaria Ritter, che nell’amore indiviso alla famiglia e ai poveri sono stati sempre più assimilati a Cristo, pane di vita che si spezza per amore.

Mons. Luigi Bommarito, Arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catania - nell’ambito della quale Marcello e Annamaria sono vissuti - nella presentazione alla biografia di questi coniugi, scrive:
«… La novità di questi sposi è proprio il loro impegno di apostoli della carità vissuta insieme, da “coniugi”: una “cosa sola” nel sacramento del Matrimonio, una “cosa sola” nel sacramento dell'Eucaristia, una “cosa sola” nell'essere “sacramento”, cioè segno e strumento dell'amore di Cristo, per i poveri più poveri.»

Preghiamo, pertanto, perché questo fulgido esempio di vita familiare venga da tutti conosciuto e sempre più seguito nella Chiesa e nella società di oggi e di domani.