Festa della Madonna di Ognina

 

LA DEVOZIONE

 


"Con vera Fede, evviva la bella Madre di Ognina."


Questo il grido di saluto ritmato ripetute volte dai Mastri di Festa e dalla folla di devoti attorno al fercolo nel giorno della processione della Madonna nel mare e nel quartiere di Ognina.

Si tratta di un saluto che racchiude tutta la carica della pietà e della religiosità popolare della gente ogninese e di coloro che lungo i secoli hanno coltivato e coltivano con grande devozione il culto alla Vergine di Ognina.

Moltissimi i pellegrini dalla città di Catania, dai paesi etnei e da località lontane si avvicendano nel tempio sacro , specie in settembre nei giorni della Festa. Svariati e continui gli ex voto in ringraziamento per le grazie ricevute e i miracoli compiuti.

Tre gli aspetti più tipici di tale culto mariano:

 

  • L'aspetto della maternità di Maria. Maria è vista soprattutto come Madre della casa, della famiglia e degli affetti familiari. E di conseguenza venerata come Madre della Chiesa intesa come Chiesa-Madre, Chiesa-casa e Chiesa-famiglia di uomini fratelli tra di loro.
  • L'aspetto di Maria aiuto e soc­corritrice nei pericoli del mare anzitutto (Ognina è ambiente marinaro) e insieme dei peri­coli di terra e di cielo: rischi legati al lavoro, ai viaggi, alle sorprese e alle incertezze della vita.
  • L'aspetto di Maria madre del­l'Eucaristia. Nella devozione popolare ogninese Maria e l'Eucaristia stanno intima­mente unite. Venerare Maria è come coltivare il culto all'Eu­caristia e coltivare il culto al­l'Eucaristia è come venerare Maria.


In questi ultimi anni la plurisecolare religiosità popolare attra­verso la realizzazione del progetto pastorale parrocchia comunione di comunità si è arricchita di forti fermenti teologici, inserendosi totalmente nella nuova visione di Chiesa fornitaci dal Concilio.

Si procede insieme - gruppi, Movimenti e Associazioni - verso una parrocchia tutta intera comunionale, ministeriale e missionaria attraverso tre piste di marcia: comunità, laicato, territorio.

La pastorale e la catechesi affidate ai laici si svolgono nelle sedi delle comunità ecclesiali di base (CEB) dislocate nelle case, nelle fami­glie, nei garage, nelle sedi condominiali, a piccoli gruppi attorno al Vangelo e alla mappa dei bisogni della gente.

 

 

LA FESTA


La Festa della Madonna di Ognina si celebra ogni anno nella settimana che rotea attorno all'8 Settembre, giorno della Natività di Maria.

E' preparata nel corso dell'anno da un Comitato ad hoc - formato da pescatori e da operatori pastorali - ed è guidato dai Sacerdoti della Parrocchia.

Sette le manifestazioni religiose e folkloristiche più tipiche e significative.


  • Il triduo. Le varie tematiche in preparazione alla Festa si isprirano ogni anno ad argomenti inerenti alla pietà-religiosità popolare in dimensione teologico-ascetico-pastorale (La catechesi, la missione, la comunio­ne ecclesiale, il servizio etc.).
  • La svelata. Alle ore 8 del giorno 8 Settembre la Madonna incoronata e illuminata appare sull'altare maggiore alzandosi lentamente dalla parte del Tabernacolo quasi a significare l'intima unione tra la Vergine Santa e l'Eucaristia.
  • La consacrazione delle fami­glie. Attraverso i bambini che offrono fiori, ogni nucleo familiare si consacra e si mette a disposizione dei bisogni della famiglia della Madonna che è la parrocchia missionaria nel quartiere.
  • La sagra del pesce azzurro. La sera del 7 settembre i pescatori in Piazza Ognina imbandiscono una grande tavolata e offrono a tutti pesce arrostito. Durante l'anno i pescatori di molte barche riservano in do­no alla Madonna la cosiddetta mezza parte del pescato di uno di loro, considerando la Madonna come membro di equipaggio. Il ricavato viene offerto per la riuscita della Festa.
  • La gara delle barche. Nel primo pomeriggio della domenica che segue all'8 Settembre si svolgono nelle acque del Porto le gare delle barche. Le squadre provenienti anche da altri quartieri si allenano nei gironi precedenti alla Festa. Le barche portano i colori azzurro e rosso del manto della Madonna e vengono utilizzate solo per le gare. Si tratta di una manifestazione suggestiva di grande sapore folkloristico.
  • La processione in mare. Splendida manifestazione di fede mista alla cultura e al floklore locale: la folla aggrappata alle rive e agli scogli del Golfo, le barche e i pescherecci pavesati a festa, i canti, le preghiere e i lumini di diverso colore accesi e galleggianti sulle acque del mare hanno un fascino tutto speciale, una màlia che sa di mistero.
  • La processione nel quartiere. Il simulacro posto sulla «Vara» adornata di luci e di fiori percorre le vie del Borgo fermandosi davanti alle abitazioni degli ammalati più gravi, le case-famiglia dei portatori di handicap, le comunità ecclesiali d i base, le strade e i luoghi tipicamente popolari dove si annidano i bisogni più gravi e urgenti del quartiere.

 

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Preghiera alla Madonna di Ognina

O Vergine Santa

Regina e Signora di Ognina

volgi a noi il tuo dolcissimo volto di Madre

e ascolta la nostra preghiera:

aiuta chi soffre, consola chi piange,

assisti chi è solo nell'ora della prova.

Proteggi i tuoi figli da ogni pericolo

di terra, di cielo e di mare.

Dona luce a chi è privo di fede,

dona gioia a chi è senza conforto,

dona vita a chi è senza speranza,

dona forza e coraggio a chi lotta

per la giustizia, il progresso e la pace.

Insegnaci ad essere Chiesa in servizio

del mondo per annunciare il Vangelo

e testimoniare l'Amore,

in solidarietà con chi è povero,

ammalato, disoccupato, bisognoso di aiuto.

O soave Madonna di Ognina

sii sempre con noi sui sentieri del tempo

tra le case, le piazze, le strade, in famiglia;

nel cuore, nella mente, nella vita

di ogni uomo nostro fratello.

Sii sempre con noi o Maria: Madre, sorella,

amica e compagna di cammino. Amen.

 


I “MASTRI FESTA” tra devozione e vocazione


«Nà vota c’eranu i caruseddi, a cussa che sacchi e antinna…» con queste parole semplici e ricche di significato lo Zio Carmelo Nania (Tesoriere della Madonna) inizia a raccontarci la festa della Madonna di Ognina, «…e se gli equipaggi erano formati da 10 marinai, e si doveva distribuire il ricavato del pescato, una parte veniva dato alla Madonna, che veniva considerata un componente dell’equipaggio, cioè l’undicesimo marinaio, e quando si aprivano i caruseddi  con le offerte c’era una forma di competizione, a chi era riuscito a raccogliere più di tutti», «…il giorno della Svelata, l’8 mattina ,tutti i marinai smettevano di lavorare e andavano in chiesa a pregare insieme la Madonna. Era il momento religioso più importante…»,  «…poi c’era “a cussa che vacchi”(la corsa con le barche) era un momento intenso per i marinai e loro famiglie, più che una gara, era una sfida che coinvolgeva tutta la borgata…», «…dopo che un incendio distrusse il vecchio Simulacro della Madonna, i marinai addolorati dell’accaduto, furono risollevati ed aiutati dal cavaliere Marano, (nobile ogninese) che prese due di loro, e recatosi in Francia, acquistò l’attuale simulacro della Madonna, regalandolo a tutta la borgata di Ognina…»

Rivolgiamo qualche domanda a Giacomo Nania (presidente del Comitato della festa). Molta gente si chiede: “Ma chi ve lo fa fare?”

«…noi del comitato lo facciamo per devozione alla Madonna, è qualcosa con cui ci si nasce, c’è l’abbiamo nel sangue.

Molto tempo viene dedicato all’organizzazione della festa, ed alle volte può venir meno il tempo dedicato alla  propria famiglia, anch’essa  coinvolta intensamente nei preparativi per la festa.»

Come è cambiata la festa in questi anni? «Da qualche anno si cerca di far riscoprire le vecchie tradizioni, organizzando anche spettacoli per i più piccoli. A parte gli spettacoli sul mare, sono molte anche le iniziative rivolte al sociale, ai diversamente abili e ai bambini talassemici»

I componenti del comitato (Mastri festa) come vivono tale impegno? «…la maggior parte di noi siamo impegnati in parrocchia, nel sociale e nel volontariato tutto l’anno, e non soltanto nel periodo della festa, infatti per noi, la devozione alla Madonna, è più che un semplice impegno,  è uno stile di vita».