Itinerario di catechesi permanente nelle

Comunità Ecclesiali di Base (C.E.B)

La Parrocchia S. Maria di Ognina ha fatto proprio il cammino di catechesi proposto dalla «Missione Chiesa-Mondo».

Questo itinerario:

  1. viene vissuto nelle 12 comunità ecclesiali di base (CEB) dislocate nel territorio parrocchiale,
  2. si realizza attraverso una lettura della Bibbia strettamente legata al vissuto del territorio e di ciascun membro della comunità,
  3. si sviluppa in varie tappe sulla scia del cammino del popolo di Dio narrato nella Bibbia.
  4. viene guidato e animato da animatori laici opportunamente preparati ad hoc

1. Le diverse CEB sono l’ambito in cui si vive la catechesi permanente degli adulti nella riscoperta di un cammino di crescita nella fede che non può essere relegato solo ad alcuni momenti in preparazione ai sacramenti, ma deve, invece, accompagnare tutto l’arco della vita del cristiano.

Tale cammino nella CEB ha una connotazione tipicamente comunitaria perché è tutta la comunità che diventa soggetto di catechesi attraverso la parola di ciascuno dei suoi membri.

2. Il cammino catechetico si fonda sulla lettura sistematica di brani di tutti i 73 libri della Bibbia, dalla Genesi all’Apocalisse. Tale lettura non è di tipo esegetico. I membri della CEB si confrontano con il testo sacro per cercare di scoprire la presenza di Dio nella loro vita e nella vita del territorio in cui vivono. Si tratta quindi di una lettura «popolare» della Bibbia, in cui l’ascolto della Parola di Dio si unisce all’ascolto delle parole degli uomini, e si traduce in servizio concreto.

Svariate, infatti, le iniziative che negli anni sono state promosse dalle CEB in risposta ai problemi del quartiere (richieste di tipo urbanistico, attenzione ai problemi dei più deboli, etc.).

3. la catechesi vissuta nelle comunità è scandita da tappe indicate con tre verbi spesso dal Signore Gesù nei suoi incontri con gli uomini del suo tempo: «vieni» (e cioè la chiamata o vocazione) «seguimi» (ossia la conversione) e «vai» (la missione). Ogni tappa ha la durata di due o tre anni, a seconda della risposta concreta della comunità

– Nella prima tappa si approfondisce maggiormente la tematica inerente alla tematica della chiamata o della vocazione e si tengono presenti i primi libri della Bibbia (i 5 libri del Pentateuco e i 16 libri storici) alla luce della «chiamata», la comunità assume degli impegni particolari e – se gli animatori responsabili e il pastore della parrocchia facendo opera di discernimento reputano maturo il tempo – si passa alla seconda tappa e ai membri della comunità viene consegnato ufficialmente un duplice impegno:

a) il Credo o simbolo della fede, da approfondire nel suo aspetto dottrinale e da vivere nella sua dimensione ascetica, impegnando se stessi a partecipare ai ritiri mensili della comunità e al Corso di Esercizi spirituali, a ricercare quotidianamente un tempo per la meditazione quotidiana, la «lectio divina», la celebrazione della Liturgia delle ore…;

b) la carta dei diritti dell’uomo, da approfondire nel suo aspetto dottrinale e da vivere nella sua dimensione sociale, impegnando se stessi allo studio del territorio, all’analisi dei bisogni della gente, alla soluzione di tali bisogni.

– Nella seconda tappa – tappa del «seguimi» – si prosegue maggiormente nell’approfondimento della Parola di Dio alla luce della «conversione» o «sequela».

I libri che in questa tappa vengono indicati per essere approfonditi e meditati sono i libri sapienziali e i libri profetici (25 libri). Al termine della seconda tappa, sempre dopo adeguato discernimento, viene consegnato un duplice impegno:

a) la Croce come segno di totale partecipazione alla «sequela» del Servus Jahve, da approfondire nel suo aspetto dottrinale e soprattutto da vivere nella sua dimensione ascetica quotidiana di rapporto personale con Dio e di carità concreta col prossimo, impegnando se stessi a partecipare ai momenti forti preparati dalla CEB: veglie, liturgie penitenziali, oltre che l’impegno a vivere la correzione fraterna, l’allenamento nelle virtù cristiane, la direzione spirituale…;

b) la Carta del volontariato o decalogo del volontariato, da approfondire e soprattutto da vivere nel servizio concreto: impegnarsi a vivere due-tre ore di volontariato settimanale, a partecipare ad una delle attività in favore dei poveri, dei malati o degli ultimi promosse della parrocchia.

– La terza tappa viene svolta maggiormente alla luce del verbo «vai» ossia della missione. I membri delle comunità aiutati dagli animatori approfondiscono il cammino biblico degli ultimi libri sacri (Vangelo, Atti, Lettere, Apocalisse = 27 libri) alla luce della dimensione missionaria.

Al termine della terza tappa, sempre dopo adeguato discernimento, viene consegnato un duplice impegno:

a) il decalogo del Buon Pastore o della «caritas pastoralis», formulata da Gesù nel X capitolo del vangelo di Giovanni, da approfondire e accettare nei suoi contenuti dottrinali e da vivere nella sua dimensione ascetica quotidiana, ossia nel tendere alla radicalità evangelica, all’accoglienza, allo spirito di fraternità, partecipando all’Eucaristia possibilmente ogni giorno, divenendo operatori di unità e di pace…

b) il codice deontologico relativo alla propria professione o stato di vita, impegnando se stessi a qualificarsi nell’esercizio di un ministero «di fatto», a partecipare ad un gruppo di servizio, liturgico o culturale o missionario o in oratorio…, ad essere disponibile per iniziative di evangelizzazione o di missione dentro e fuori l’ambito della propria parrocchia, a fare da tramite con le attività vicariali e diocesane.

Terminati gli anni di cammino i membri della comunità sono invitati a perfezionare la loro formazione spirituale e a mettersi a disposizione delle varie attività pastorali nell’ambito della parrocchia, come pure di altre parrocchie e di altri ambienti pastorali che ne richiedessero la collaborazione a livello diocesano o – tramite soprattutto la Missione Chiesa-Mondo – anche a livello nazionale.