
Se desideri raccoglierti in preghiera davanti a Gesù Eucaristia per deporre in lui i tuoi desideri e le tue ansie;
se vuoi sentire la sua voce che ti chiama a seguirlo;
se hai bisogno di fermarti per un momento rigenerante di meditazione personale
ti invitiamo ad una sosta di preghiera nella Cappella del Buon Pastore

Il 9 febbraio 2005, giorno delle S. Ceneri, inizio della Quaresima, - nell’anno speciale della Eucaristia indetto dal S. Padre Giovanni Paolo II - si è inaugurata, presso il Santuario «S. Maria di Ognina», una piccola cappella destinata alla preghiera personale e all’adorazione silenziosa dell’Eucaristia. Subito dopo l’altare dedicato alla Madonna di Lourdes, nella navata sinistra del Santuario, alcuni gradini conducono alla «Cappella del Buon Pastore», così chiamata perché in essa è stato approntato, usando alcuni oggetti caratteristici, un angolo rustico della Sicilia «arcadica e pastorale», come si esprime Tomasi di Lampedusa nel suo celebre romanzo «Il Gattopardo».
Ci si trova nella celebre «Torre di Lognina», un’antica torre di avvistamento dei pirati barbareschi; la costruzione, a pianta rotonda, è una vera oasi di pace. Le sue spesse mura di pietra lavica garantiscono infatti un clima di silenzio e di raccoglimento, che invita alla preghiera personale.
Su un piccolo altare composto da pietre grezze ricoperte da una pelle di agnello, a simboleggiare l’ara sacrificale, è intronizzata la SS. Eucaristia. Alcuni oggetti, legati al mondo pastorale (campanacci, pelli di agnello, una grande tela del pittore Mario Orofino, raffigurante un gregge in aperta campagna, guidato dal suo pastore; alcuni attrezzi antichi, come un forcone per la paglia, una pala per infornare il pane, una mensola di cipresso che regge un mucchio di paglia), accompagnano con la loro semplice bellezza la meditazione personale, indirizzandola ad una delle immagini più vivide e più belle che Gesù dà di Sé e del suo Sacerdozio, così come ci è trasmessa dal vangelo di Giovanni: «Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. » (Gv 10, 14-16).
E’ proprio a questo tipo di spiritualità, legata alla figura di Gesù Buon Pastore - che cerca le sue pecorelle smarrite, lasciando le altre al sicuro nell’ovile della comunione - che ama alimentarsi la pastorale della parrocchia «S. Maria di Ognina»: una pastorale di accoglienza, che sente profondamente l’urgenza di «prendersi cura” dei fratelli che approdano nella Parrocchia; una pastorale di fraternità e di comunione, una pastorale di servizio e di missionarietà. Dalla contemplazione dell’Eucaristia sul piccolo altare al centro della cappella del Buon Pastore, nasce l’esigenza di andare sulla strada, seguendo l’indicazione di Giovanni Paolo II che, nella Pastores dabo vobis, così si esprime: « Le attività pastorali rimandano ad una sorgente interiore:…la comunione sempre più profonda con la carità pastorale di Gesù » (n. 57).
È urgenza, ormai fortemente sentita da più persone, trovare un luogo che assecondi la meditazione personale, l’adorazione eucaristica silenziosa, in modo da assaporare il dialogo con Colui che è Parola di vita. Luca, al cap. 24 del suo Vangelo, ci racconta che i discepoli di Emmaus dicono al misterioso Viandante: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». E Gesù accoglie questa richiesta. «Egli entrò per rimanere con loro».
Noi della parrocchia di S. Maria di Ognina, a nome di Gesù Buon Pastore, desideriamo rivolgere ora a te le parole dello stesso invito, carissimo fratello o sorella che sei alla ricerca di un senso alla tua vita: «Resta con noi, perché si fa sera». A te, fratello, sorella che ami il raccoglimento e il silenzio della preghiera personale, desideriamo rivolgere l’invito: «Resta con noi, perché si fa sera». A te, fratello, sorella che senti il peso di lacrime a tutti sconosciute fuorché al tuo Dio, desideriamo rivolgere l’invito: «Resta con noi, perché si fa sera». Visita spesso questo luogo, nel quale sei chiamato, accolto, desiderato. Anche per te vale l’invito che leggiamo nel Vangelo: «Il Maestro è qui e ti chiama» (Gv 11,28b).
Gesù Eucaristia ti attende dal martedì alla domenica di ogni settimana, dalle ore 16,30 alle ore 20,30.
Lo sgabello vuoto è quello che il Signore ti ha riservato, perché vuole incontrarsi proprio con Te. Lo lascerai vuoto ancora a lungo?
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